Versatilità & know-how

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Emme3, è una giovane realtà d’avanguardia nella produzione di attrezzature per la lavorazione dell’alluminio.

Dove la più bassa gola della Carza stretta tra le pendici del Poggio del Trebbio e di Monte Cacioli si apre in un anfiteatro meraviglioso di poggi e su un più lontano aperto orizzonte si delinea l’unità cresta de l’Appennino e la valle della Sieve si slarga ad oriente; alla confluenza della Carza e della Sieve si sviluppa il borgo di San Piero a Sieve”.

Così descrive Francesco Niccolai, San Piero a Sieve, piccolo paese di origine medievale da cui si estende la pianura del Mugello, attraversata dalla Sieve, affluente dell’Arno. Ci si respira tranquillità, e il verde circostante aiuta a ritrovarsi. Ma a San Piero a Sieve, nella piccola area industriale, accanto al paese storico, si lavora con tenacia, capacità e, se vogliamo, molta creatività tipicamente italiana.

E’ il caso della Emme3, giovane realtà dotata di attrezzature d’avanguardia, e tanto know-how nella realizzazione di punzonatrici per la lavorazione dei serramenti di alluminio. Fondata nel settembre 2002, Emme3 è un’azienda giovane di costituzione ma già al top nella costruzione di presse pneumatiche, gruppi trancianti, macchine per inserimento guarnizioni per facciate continue e macchine per lavorazioni alluminio, similari ed attrezzature anche oleodinamiche a richiesta per lavorazioni specifiche e mirate.

Uno scorcio delle macchine di lavorazione utilizzate da Emme3. Tutti i componenti sono realizzati internamente.

Una leadership nata sul campo, grazie all’esperienza accumulata in decenni di attività dai fondatori e alla grande capacità tecnologica sviluppata in azienda.

Oggi la gamma di macchine commercializzate si compone di un modello base, brevettato, il PU16, che grazie a una struttura modulare permette l’intercambialità dei trancianti, rendendo la macchina estremamente versatile e adatta ad ogni esigenza. Questo sistema di lavoro è stato brevettato nel 2007.

 

I vantaggi del sistema PU16: macchine più leggere, ridotta corsa dell’unità di spinta, minor consumo d’aria, maggiore sicurezza operatore, facilita l’organizzazione dell’officina, evita l’accumulo di macchine obsolete, maggiore flessibilità = minori costi.

 

Alberto Schoenstein

Articolo pubblicato su Nuova Finestra

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